Ecommerce in Regime Forfettario 2026: La Guida Fiscale Completa
Stai valutando di aprire un ecommerce e ti chiedi se il regime forfettario fa al caso tuo? Oppure sei già attivo e vuoi capire se stai gestendo tutto correttamente? Sei nel posto giusto.
Il regime forfettario è la scelta fiscale più diffusa tra chi avvia un’attività online in Italia. Offre semplificazioni importanti, un’aliquota agevolata e niente IVA da applicare sulle vendite interne. Ma nasconde anche regole specifiche — soprattutto in ambito ecommerce — che è fondamentale conoscere prima di partire.
In questa guida ti spieghiamo tutto: come aprire la Partita IVA, come funziona il regime forfettario nel 2026, come gestire l’IVA nelle vendite online, quando conviene davvero e quando è meglio valutare alternative.
Come aprire la Partita IVA per l’ecommerce in regime forfettario
Il primo passo per operare legalmente nel settore ecommerce in Italia è l’apertura della Partita IVA. Se intendi adottare il regime forfettario, la procedura richiede attenzione ma non è complessa. Ecco i passaggi principali:
- Scelta del regime fiscale: il regime forfettario è quello naturale per chi avvia un’attività con ricavi presunti sotto gli €85.000. Valuta insieme a un consulente se ne hai i requisiti.
- Registrazione presso l’Agenzia delle Entrate: si effettua presentando il modello AA9/12 (persone fisiche) o AA7/10 (enti), online tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate o di persona presso uno sportello. In questa fase viene assegnato il codice ATECO.
- Iscrizione alla Camera di Commercio: obbligatoria per qualsiasi attività commerciale, incluso l’ecommerce. Si registra al Registro delle Imprese tramite Comunicazione Unica (ComUnica).
- Iscrizione all’INPS: per le ditte individuali è obbligatoria l’iscrizione alla Gestione INPS Commercianti, con pagamento di contributi previdenziali fissi e variabili. In regime forfettario si applica la riduzione del 35% sui contributi.
- SCIA al Comune: ai sensi dell’art. 18 del D.Lgs. n. 114/1998, va effettuata la comunicazione preventiva di inizio attività al Comune di residenza o sede legale.
⚠️ Attenzione: se il tuo ecommerce tratta merci alimentari o soggette a normative sanitarie, è necessaria anche la comunicazione di inizio attività all’ASL locale e il rispetto delle normative igienico-sanitarie specifiche.
Caratteristiche e vantaggi del regime forfettario per l’ecommerce
Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato previsto dalla Legge n. 190/2014 (art. 1, commi 54-89), più volte modificato da successive Leggi di Bilancio. Per approfondire la normativa aggiornata puoi consultare anche la scheda ufficiale dell’Agenzia delle Entrate sul regime forfettario. Per il 2026 le caratteristiche principali sono:
| Criterio | Regime Forfettario | Regime Ordinario |
|---|---|---|
| Aliquota IRPEF | 15% sostitutiva (5% primi 5 anni) | 23%–43% progressiva |
| IVA sulle vendite interne | Non applicata | 22% (o aliquota ridotta) |
| Deducibilità costi | Forfettaria (coefficiente per settore) | Analitica (costi reali) |
| Contributi INPS | Riduzione 35% | Aliquota piena |
| Contabilità | Semplificata (registro corrispettivi) | Ordinaria o semplificata |
| Soglia ricavi | €85.000 annui | Nessun limite |
| Studi di settore / ISA | Esclusi | Applicabili |
Per il commercio elettronico il coefficiente di redditività applicato è del 40% (codici ATECO 47.91 e simili). Significa che su €50.000 di ricavi il reddito imponibile sarà €20.000, su cui si applica il 15% = €3.000 di imposta sostitutiva.
La gestione IVA nell’ecommerce con regime forfettario
La disciplina IVA per i contribuenti in regime forfettario presenta semplificazioni importanti, ma anche regole specifiche da rispettare — soprattutto nell’ecommerce.
Vendite a clienti italiani (B2C): non si applica l’IVA per rivalsa. Nelle fatture o nei corrispettivi si riporta la dicitura “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, comma 58, Legge n. 190/2014 – regime forfettario”. Non sussiste obbligo di emissione di scontrino o ricevuta per le vendite online (ecommerce indiretto), ma è obbligatorio annotare i corrispettivi nel registro apposito.
Vendite B2C verso l’UE: se le vendite a consumatori finali UE superano complessivamente €10.000 annui, scatta l’obbligo di applicare l’IVA del Paese del cliente. Per gestire questo obbligo senza aprire partite IVA estere, è possibile iscriversi al regime OSS (One Stop Shop).
Vendite B2B intracomunitarie: le cessioni di beni verso soggetti passivi IVA in altri Paesi UE sono non imponibili in Italia (art. 41 D.L. 331/1993). L’acquirente assolve l’IVA nel proprio Paese con il meccanismo del reverse charge. È fondamentale verificare la validità della partita IVA estera tramite il sistema VIES.
Acquisti da fornitori UE: in regime forfettario, gli acquisti intracomunitari di beni scattano solo se superano €10.000 annui (art. 38, c. 5, lett. c, D.L. 331/1993). Sotto questa soglia l’operazione è trattata come acquisto interno. Superata la soglia, occorre integrare la fattura estera e versare l’IVA tramite F24 senza diritto a detrazione.
Fatturazione elettronica: dal 1° luglio 2022 è obbligatoria per la maggior parte dei forfettari. Per le vendite B2C online non sussiste obbligo di fattura (salvo richiesta del cliente), ma per le operazioni B2B la fattura elettronica via SDI è sempre obbligatoria.
Cause di esclusione dal regime forfettario
Non tutti possono accedere o restare nel regime forfettario. Le principali cause di esclusione sono:
- Ricavi superiori a €85.000: se nell’anno precedente hai superato questa soglia, esci dal regime dall’anno successivo. ⚠️ Se superi €100.000 in corso d’anno, esci immediatamente.
- Redditi da lavoro dipendente o assimilati: per il 2026 il limite è tornato a €30.000 (la soglia temporanea di €35.000 era prevista solo per il 2025 dalla Legge di Bilancio 2025). Verifica la tua situazione prima di aprire la Partita IVA.
- Partecipazione in società di persone o associazioni: chi controlla o partecipa a società di persone, SRL trasparenti o associazioni professionali non può adottare il forfettario.
- Regime speciale IVA: chi applica regimi speciali IVA (es. editoria, agriturismo) è escluso.
- Attività prevalente verso ex datori di lavoro: se nei 2 anni precedenti hai lavorato alle dipendenze dello stesso soggetto verso cui vuoi fatturare più del 50% dei tuoi ricavi, sei escluso.
Quando il regime forfettario conviene — e quando no
Il regime forfettario è conveniente quando:
- ✅ Stai avviando l’attività e hai ricavi sotto €50.000–€60.000
- ✅ Hai pochi costi deducibili reali (il forfait compensa)
- ✅ I tuoi clienti sono prevalentemente privati (B2C) che non necessitano di fattura con IVA
- ✅ Hai anche un reddito da lavoro dipendente sotto €30.000
Il regime ordinario può essere più vantaggioso quando:
- ⚠️ Hai costi reali elevati (magazzino, logistica, advertising) che superano il forfait del 40%
- ⚠️ I tuoi clienti sono principalmente aziende (B2B) che necessitano di fattura con IVA detraibile
- ⚠️ Prevedi di superare presto gli €85.000 di ricavi
- ⚠️ Vuoi accedere a bonus e crediti d’imposta non compatibili con il forfettario
📋 In sintesi: per chi inizia con un ecommerce B2C di piccole dimensioni, il regime forfettario è quasi sempre la scelta giusta. Per chi cresce rapidamente o lavora molto con aziende, vale la pena fare un calcolo comparativo con un consulente.
Domande frequenti sul regime forfettario per ecommerce
Posso fare dropshipping in regime forfettario?
Sì, il dropshipping è compatibile con il regime forfettario. Ricorda però che il limite degli €85.000 si calcola sul totale dei ricavi, non sul margine. Approfondisci nella nostra guida al dropshipping 2026.
Devo applicare l’IVA se vendo su Amazon o eBay in forfettario?
Per le vendite a clienti italiani no. Per le vendite a privati in altri Paesi UE, se superi €10.000 annui di vendite transfrontaliere sì — con iscrizione al regime OSS. I marketplace come Amazon applicano in alcuni casi regole speciali come “deemed supplier”: verifica sempre le condizioni della piattaforma.
Cosa succede se supero gli €85.000?
Se superi la soglia nel corso dell’anno ma non raggiungi €100.000, esci dal regime dall’anno successivo. Se superi €100.000 in un singolo anno, esci immediatamente e devi applicare l’IVA già dalle operazioni successive al superamento.
Posso avere un ecommerce in forfettario e anche un lavoro dipendente?
Sì, ma il reddito da lavoro dipendente non deve superare €30.000 annui (soglia 2026). Se li superi, perdi i requisiti e devi passare al regime ordinario dall’anno successivo.
Ho bisogno di un commercialista per il regime forfettario?
Non è obbligatorio per legge, ma è fortemente consigliato — soprattutto per la prima apertura, per le vendite internazionali e per verificare ogni anno di rispettare tutti i requisiti.
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