Aprire un ecommerce in Italia 2026: regimi fiscali a confronto
Hai un’idea per un ecommerce e vuoi partire. Bene — ma prima ancora di scegliere la piattaforma o il prodotto, c’è una decisione che impatta tutto il resto: quale regime fiscale aprire. Forfettario, ordinario, S.r.l.: ognuno ha pro e contro, soglie diverse e implicazioni che durano anni.
In questo articolo ti aiutiamo a capire qual è il regime giusto per il tuo ecommerce in base a fatturato previsto, costi, mercato target e ambizioni di crescita.
Le tre strade per aprire un ecommerce
- Partita IVA individuale in regime forfettario: la più semplice, imposta al 15% (5% i primi 5 anni)
- Partita IVA individuale in regime ordinario semplificato: gestione contabile più articolata, IRPEF a scaglioni, IVA detraibile
- Società (S.r.l. o S.r.l.s.): separazione patrimoniale, IRES al 24% + IRAP, contabilità complessa
Il regime forfettario: per chi inizia
Vantaggi:
- Imposta sostitutiva 15% (5% startup) su una percentuale forfettaria del fatturato
- Coefficiente redditività ecommerce: 40%
- Niente IVA da addebitare in fattura
- Contabilità semplificata
- Contributi INPS commercianti (ridotti -35% nei primi periodi)
Limiti:
- Soglia 85.000 €/anno (sopra 100.000 si esce subito)
- Niente OSS per vendite estere
- IVA su acquisti NON detraibile
- Cause ostative (es. lavoro dipendente parallelo con redditi > 30.000 €)
Il regime ordinario semplificato
Vantaggi:
- IVA detraibile su acquisti, FBA, pubblicità, attrezzature
- Accesso all’OSS per vendite estere senza limiti
- Possibilità di registrazioni IVA estere (Pan-EU)
- Nessuna soglia di fatturato
- Deduzione costi reali
Costi:
- Tassazione IRPEF progressiva (23-43%) + addizionali
- Registri IVA obbligatori
- Dichiarazioni periodiche IVA
- Costi commercialista più alti
La S.r.l.
Ha senso quando:
- Vuoi separare il patrimonio personale dall’attività
- Prevedi fatturati oltre 150.000-200.000 €
- Hai più soci e vuoi una governance chiara
- Vuoi accedere a finanza agevolata strutturata
- Hai esposizione internazionale rilevante
Tassazione: IRES 24% + IRAP. I dividendi ai soci sono tassati al 26% al momento della distribuzione.
Confronto numerico
Ecommerce con fatturato 70.000 €, costi con IVA 25.000 € (IVA 5.500 €):
| Regime | Tassazione | IVA recuperata | Costo netto |
|---|---|---|---|
| Forfettario 15% | ~4.200 € | 0 | ~4.200 € |
| Ordinario | ~9.000 € | 5.500 € | ~3.500 € |
| S.r.l.s. | ~12.500 € | 5.500 € | ~7.000 € |
I numeri sono indicativi. In questo scenario il regime ordinario costerebbe meno del forfettario grazie all’IVA detraibile.
Codici ATECO per ecommerce
- 47.91.10 – Commercio al dettaglio via posta o internet
- 47.91.20 – Commercio al dettaglio via canali di vendita differenti
- 46.x.xx – Commercio all’ingrosso
- 62.01.00 – Sviluppo software (se vendi servizi digitali)
Il 47.91.10 è il più usato. Permette il regime forfettario con coefficiente 40%.
Errori comuni in fase di apertura
1. Scegliere il codice ATECO sbagliato
Cambia il coefficiente di redditività e a volte impedisce il forfettario.
2. Sottostimare i costi con IVA
FBA, pubblicità Amazon/Meta, packaging: in molti ecommerce sono migliaia di euro di IVA persa in forfettario.
3. Non considerare le vendite estere
Se prevedi vendite UE, il forfettario diventa un collo di bottiglia presto.
4. Aprire una SRL “perché fa più professionale”
Sotto i 100.000 € di fatturato, le SRL costano di più del beneficio percepito.
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In conclusione
Non esiste il regime “giusto” in assoluto: esiste il regime giusto per il tuo modello di business. Prima di aprire la partita IVA, vale sempre la pena fare un’analisi puntuale del fatturato previsto, dei costi con IVA, dei mercati target e delle ambizioni di crescita.
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DLF Tax – Tributarista esperto in ambito ecommerce

