Forfettario o ordinario 2026: quando conviene cambiare (con simulazioni reali)

Facebook
Twitter
LinkedIn
Confronto forfettario vs ordinario 2026 — bilancia fiscale flat design DLF Tax

Forfettario o ordinario 2026: quando conviene cambiare

Stai avvicinandoti agli 85.000 euro di fatturato — o ci sei già oltre — e ti chiedi se passare all’ordinario conviene davvero. Oppure sei in ordinario e vuoi capire se potresti risparmiare con il forfettario. La risposta non è mai uguale per tutti.

Il forfettario è tassato al 15% (o al 5% per i primi 5 anni) su una percentuale forfettaria del fatturato — non sui costi reali. L’ordinario applica IRPEF a scaglioni ma deduce tutti i costi. Chi ha tanti costi con IVA può scoprire che l’ordinario è meno caro di quanto sembri.

In questo articolo analizziamo quattro simulazioni reali, le situazioni in cui l’ordinario è l’unica scelta percorribile e il nuovo strumento della franchigia transfrontaliera. Con numeri concreti, non teorie.

Le differenze strutturali tra i due regimi

Voce Forfettario Ordinario semplificato
Base imponibile % forfettaria del fatturato (20-78%) Ricavi meno costi reali
Aliquota imposta 15% (5% startup) IRPEF 23-43% + addizionali
IVA Non addebitata, non detraibile Addebitata, detraibile sugli acquisti
Contributi INPS Ridotti del 35% (con opzione) Pieni
OSS vendite UE ❌ Non disponibile ✅ Disponibile
Contabilità Semplificata (conservazione fatture) Registri IVA obbligatori

📋 Simulazione 1 — Piccolo ecommerce, pochi costi (forfettario vince)

Artigiana che vende handmade su Etsy. Fatturato 30.000 €, costi totali 6.000 € (materiali, packaging, spedizioni) con 1.300 € di IVA inclusa. Coefficiente forfettario: 40%.

Voce Forfettario Ordinario
Reddito imponibile 12.000 € (40% × 30k) 24.000 € (ricavi – costi)
Imposta sul reddito 1.800 € (15%) ~5.500 €
INPS artigiani (ridotto) ~3.200 € ~4.900 €
IVA netta da versare 0 € ~3.300 € (22% su 30k – acquisti)
Totale uscite fiscali ~5.000 € ~13.700 €

Risparmio forfettario: ~8.700 euro. Con volumi contenuti e pochi costi con IVA, il forfettario è nettamente più conveniente.

📋 Simulazione 2 — Dropshipper con alta spesa pubblicitaria (parità quasi totale)

Dropshipper con fatturato 70.000 €, costi Meta Ads 25.000 € + IVA 5.500 €, altri costi 10.000 € + IVA 2.200 €. Coefficiente 40%.

Voce Forfettario Ordinario
Reddito imponibile 28.000 € (40% × 70k) 35.000 € (ricavi – costi reali)
Imposta sul reddito 4.200 € (15%) ~8.200 €
IVA detraibile su acquisti 0 € (persa: 7.700 €) +7.700 € recuperati
IVA da versare su vendite 0 € ~15.400 €
IVA netta 0 € ~7.700 € (versata)
INPS ~4.000 € ~6.500 €
Totale uscite reali ~15.900 € ~22.400 €

Il forfettario è ancora più conveniente, ma il vantaggio si riduce sensibilmente rispetto alla simulazione 1. Con costi pubblicitari oltre 30.000 €/anno, i due regimi si avvicinano ulteriormente.

📋 Simulazione 3 — Ecommerce con vendite UE rilevanti (ordinario necessario)

Ecommerce Shopify, fatturato 55.000 € di cui 22.000 € vendite UE B2C a clienti tedeschi, francesi, spagnoli.

In forfettario: supera la soglia dei 10.000 euro per le vendite UE. Teoricamente dovrebbe applicare IVA di ogni singolo Paese UE di destinazione. Non può iscriversi all’OSS. Soluzione: apertura di posizioni IVA in ogni Paese UE (praticamente impossibile per un singolo) o blocco volontario delle vendite estere.

In ordinario: si iscrive all’OSS tramite Agenzia delle Entrate, gestisce tutte le vendite UE con un’unica dichiarazione trimestrale italiana. Conformità garantita, zero posizioni IVA estere.

⚠️ Novità 2025: dal 1° gennaio 2025 esiste il Regime Transfrontaliero di Franchigia IVA (D.Lgs. 180/2024). I forfettari con vendite UE possono evitare di addebitare IVA nei Paesi UE, senza passare all’ordinario, purché rispettino la doppia soglia: volume d’affari UE totale sotto 100.000 € e soglia nazionale del Paese specifico (es. 85.000 € per l’Italia). Superare la soglia UE causa decadenza immediata in tutti gli Stati.

📋 Simulazione 4 — Professionista consulente (forfettario quasi sempre vince)

Consulente di marketing digitale, fatturato 65.000 €, costi 4.000 €. Coefficiente professioni: 78%.

Voce Forfettario Ordinario
Reddito imponibile 50.700 € (78% × 65k) 61.000 €
Imposta reddito 7.605 € (15%) ~18.200 €
INPS Gestione Separata ~12.700 € ~15.000 €
IVA netta 0 € ~12.000 € da versare
Totale uscite ~20.300 € ~45.200 €

Per i professionisti con pochi costi, il forfettario è vantaggioso fino quasi alla soglia dei 85.000 €. Il salto all’ordinario conviene solo quando i costi deducibili reali (studio, strumenti, formazione) diventano sostanziosi.

I 4 segnali che è il momento di passare all’ordinario

  1. Costi con IVA oltre 15.000-20.000 €/anno — l’IVA non detraibile pesa in modo significativo sul margine reale.
  2. Vendite UE B2C oltre 10.000 € — l’OSS è la soluzione più praticabile e richiede regime ordinario.
  3. Fatturato tra 70.000 e 85.000 € — vale la pena pianificare il passaggio invece di subirlo d’improvviso a inizio anno.
  4. Necessità di dedurre costi rilevanti — auto, locazione studio, attrezzature importanti: solo l’ordinario li deduce davvero.

Domande frequenti forfettario vs ordinario 2026

Posso tornare al forfettario dopo essere passato all’ordinario?

Sì, se rientri nei requisiti di accesso (soglia 85.000 €, nessuna causa ostativa). Ma attenzione: se hai optato volontariamente per l’ordinario, il vincolo dell’opzione IVA dura almeno tre anni prima che tu possa rientrare nel forfettario.

Il cambio di regime avviene automaticamente o devo comunicarlo?

L’uscita per superamento della soglia è automatica dall’anno successivo. Se vuoi passare volontariamente, lo comunichi nella dichiarazione IVA annuale. Non esiste un modulo specifico: la scelta del regime si manifesta attraverso il comportamento fiscale (emissione fatture con IVA, tenuta registri IVA).

In ordinario, quando si versano IVA e IRPEF?

L’IVA si versa trimestralmente (con liquidazione mensile per chi supera determinate soglie di fatturato). L’IRPEF si versa con le scadenze ordinarie: acconto a novembre, saldo in giugno dell’anno successivo con modello Redditi. Vedi le scadenze fiscali ufficiali Agenzia delle Entrate.

Con il forfettario posso fare ecommerce su più piattaforme contemporaneamente?

Sì. Puoi vendere su Amazon, Etsy, Shopify e il tuo sito contemporaneamente. Quello che conta è il totale dei ricavi — che non deve superare 85.000 € nell’anno solare, indipendentemente da quante piattaforme utilizzi.

ℹ️ Nota: le simulazioni contenute in questo articolo utilizzano aliquote e coefficienti vigenti a maggio 2026. Ogni situazione personale può differire in modo significativo. Prima di qualsiasi cambio di regime, è consigliabile una valutazione personalizzata con un professionista tributario.

Prenota una consulenza gratuita


Vuoi una simulazione personalizzata sulla tua situazione specifica? Prenota una chiamata gratuita di 30 minuti con il Dott. Davide Giovanni La Francesca.

Altri articoli

Resto al Sud 2.0: guida completa al bando Invitalia 2026

Resto al Sud 2.0: guida completa al bando Invitalia 2026 Resto al Sud 2.0 è uno dei bandi più importanti per chi vuole avviare un’attività nel Mezzogiorno. Gestito da Invitalia con un Decreto Direttoriale dell’8 ottobre 2025,

Leave A Reply

Davide Giovanni La Francesca

Dott. Tributarista Legge 4/2013

Iscritto ATI n. 327

Pantelleria (TP), Corso Umberto I 14

Certificazione UNI 11511:2020 n° 1923
Partita iva: 02788030811

Davide Giovanni La Francesca - Copyright 2026