Vendere su Amazon US dall’Italia: aspetti fiscali 2026
Il mercato statunitense è il più grande ecommerce al mondo. Vendere su Amazon.com dall’Italia può moltiplicare il tuo fatturato — ma porta con sé una complessità fiscale che molti venditori sottovalutano. Tra dogane, sales tax statale, EIN, dichiarazioni di esportazione e gestione dell’IVA italiana, le variabili sono tante.
In questo articolo ti spieghiamo come funziona davvero la fiscalità di chi vende su Amazon US da un’azienda italiana: cosa serve per iniziare, come si trattano le esportazioni ai fini IVA, quando scatta l’obbligo di sales tax negli Stati Uniti e quali sono gli errori più comuni.
Le due strade per vendere su Amazon US
Esistono due modelli operativi per vendere su Amazon.com dall’Italia:
- FBM (Fulfilled by Merchant): spedisci direttamente dal magazzino italiano. Tempi più lunghi, costi spedizione alti, gestione doganale per ogni ordine.
- FBA US: invii lo stock a un magazzino Amazon USA, Amazon gestisce spedizione e resi. Più veloce per il cliente, ma stock fisico in territorio USA.
La scelta influenza tutto: trattamento IVA, obblighi doganali, esposizione a sales tax e perfino la necessità di aprire una società americana.
EIN e identificazione fiscale negli USA
Per vendere su Amazon US ti serve un EIN (Employer Identification Number), il codice fiscale aziendale statunitense rilasciato dall’IRS. Si ottiene gratuitamente tramite il modulo SS-4 anche dall’estero.
L’EIN non significa apertura di una società americana: una S.r.l. italiana può richiederlo per scopi fiscali. Serve a:
- Aprire un account venditore su Amazon US
- Compilare i moduli W-8BEN-E (società estera che non paga tasse federali USA)
- Identificarsi presso fornitori di servizi USA (3PL, prep center, contabili)
- Eventuale registrazione sales tax negli stati richiesti
L’IVA italiana sulle esportazioni verso gli USA
Le vendite a clienti USA sono esportazioni ai fini IVA italiana. Le fatture vengono emesse senza addebito IVA, ai sensi dell’articolo 8 del DPR 633/1972.
Per le esportazioni indirette (consegna a magazzino Amazon US dall’Italia), serve la prova doganale di uscita (MRN). Senza questa prova, l’Agenzia delle Entrate può riqualificare l’operazione come vendita interna soggetta a IVA italiana piena. La documentazione doganale va conservata con cura. Le esportazioni rientrano nei plafond per acquistare beni e servizi senza IVA, secondo la guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.
Dogana e dazi: come funzionano
Ogni spedizione di merce verso gli USA richiede una pratica doganale. Le voci principali:
- Bolla di esportazione con MRN
- HS code corretto del prodotto
- Dazi USA in base al codice HS
- Soglia “de minimis”: importazioni sotto 800 USD spesso esenti
- Customs broker necessario per spedizioni FBA US
⚠️ Attenzione: Amazon non accetta DDP standard per spedizioni FBA. Serve un broker doganale autorizzato come “Importer of Record”. Il venditore italiano non può importare direttamente senza una struttura locale o un partner.
Sales tax: l’imposta sulle vendite statale
Negli Stati Uniti non esiste un’IVA federale unica. Esiste la sales tax, applicata a livello statale: ogni stato ha aliquota, soglie e regole diverse.
Dopo la sentenza South Dakota v. Wayfair del 2018, anche i venditori esteri possono diventare obbligati a riscuotere la sales tax in uno stato se superano soglie tipiche di 100.000 USD/anno o 200 transazioni.
La buona notizia: Amazon raccoglie automaticamente la sales tax in tutti gli stati USA grazie alle Marketplace Facilitator Laws. Per le vendite tramite Amazon, il venditore italiano non deve registrarsi a livello statale né dichiarare la sales tax. Il rischio si presenta se hai altri canali con stock locale.
FBA US e LLC americana: serve davvero?
Aprire una LLC USA (spesso in Delaware o Wyoming) non è obbligatorio, ma offre alcuni vantaggi pratici:
- Apertura conto Amazon Seller con dati locali
- Accesso a servizi di payout in USD
- Migliore percezione per clienti e fornitori USA
- Possibile semplificazione doganale
Per contro: aprire una LLC costa 500-2.000 USD/anno tra setup e mantenimento, richiede gestione contabile USA, crea complessità fiscale tra Italia e USA che va gestita per evitare doppie imposizioni.
Gli errori più comuni dei venditori italiani su Amazon US
1. Esportare senza prova doganale
Vendite USA senza MRN registrato → riqualificate come vendite interne → IVA al 22% retroattiva.
2. Sottovalutare i dazi USA
Il calcolo dazi va incluso nei costi prima di fissare il prezzo. Margini erosi del 10-20%.
3. Confondere LLC e EIN
L’EIN non sostituisce una società americana, e una LLC non sostituisce gli obblighi fiscali italiani.
4. Pensare che la sales tax non riguardi i venditori esteri
Su Amazon è automatica, ma su altri canali con stock USA scatta l’obbligo di registrazione statale.
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In conclusione
Vendere su Amazon US dall’Italia è un’opportunità reale, ma non improvvisabile. La buona notizia è che Amazon semplifica gran parte della complessità (sales tax automatica, broker integrato), ma il venditore deve mantenere ordine sulla documentazione doganale italiana e sul corretto trattamento ai fini IVA. Prima di partire, vale la pena fare due calcoli precisi su margini, dazi, costi di prep center e logistica USA.
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